Ci siamo! L’European Accessibility Act (EAA) è entrato pienamente in vigore dal 28 giugno 2025.
Siamo pronti?
Un framework normativo che riguarda non solo siti web o app, ma anche ambienti, servizi e, ovviamente, prodotti formativi digitali, compresi quelli aziendali. Eppure, molte aziende ancora non sanno che i loro corsi online, LMS, materiali PDF o video potrebbero non essere conformi, né accessibili a tutti. Non è tanto una questione tecnica, quanto una tutela verso equità, inclusione e, anche, di responsabilità!
L’European Accessibility Act (2019/882/UE) stabilisce requisiti obbligatori per rendere accessibili una serie di prodotti e servizi, come:
- e-commerce
- servizi bancari
- terminali self-service
- prodotti ICT
- contenuti digitali
- materiali educativi e formativi per l’e-Learning
A livello tecnico, semplificando il discorso, il riferimento principale per Instructional Designer, IT e tecnici (nello specifico, ma non solo) resta quello delle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.1, elaborate dal W3C, che prevedono:
- testi alternativi per immagini
- sottotitoli e trascrizioni per i video
- navigazione da tastiera
- strutture semantiche coerenti
- maggiore attenzione a contrasti colore, font, …
- e altro ancora
Nell’erogazione della formazione aziendale ciò implica che:
- i corsi e-learning dovranno essere accessibili a utenti con disabilità sensoriali, motorie o cognitive
- le piattaforme LMS dovranno garantire compatibilità con screen reader
- i documenti PDF, video, slide, test dovranno rispettare criteri minimi di accessibilità
Voglio aggiungere una nota personale: durante il dottorato e la ricerca post-doc, il tema dell’inclusione e dell’accessibilità ha fatto da sfondo a diversi lavori e progetti scientifici, e tutt’oggi continuo a insegnare queste cose nelle formazioni che faccio. Pertanto, come progettista della formazione, non posso che vedere l’EAA come una sfida culturale prima ancora che normativa. Rendere accessibile un corso non è “aggiungere i sottotitoli” o “aumentare il contrasto”, bensì cambiare totalmente la cultura aziendale!
Significa ripensare l’esperienza formativa in chiave inclusiva, creare percorsi che non lascino indietro nessuno e funzionino davvero nel fornire pari opportunità di accesso e partecipazione alla c.d. Formazione Continua, dunque, dare a tutti la possibilità di inseguire il tanto acclamato e conosciuto Lifelong Learning.
Chi lavora nella formazione oggi ha una responsabilità di spessore: progettare per tutti, non per la media.
Insomma…
L’EAA non è un obbligo burocratico: è un’occasione per fare formazione meglio, per più persone. E richiede competenze che tengano insieme normativa, visione pedagogica, progettazione didattica e tecnologie.
Come servizio di consulenza, posso aiutarti a lavorare altresì su questo: capiamo se e come la tua azienda è pronta per l’EAA, attraverso analisi, consulenza e progettazione di percorsi formativi accessibili, efficaci, e in linea con le normative europee.
📚 Come sempre, articolo chiama riferimenti e bibliografia; e loro rispondono! Ecco qui alcuni spunti per chi vuole approfondire.
- Direttiva (UE) 2019/882 – European Accessibility Act
- W3C – Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.1
- Calvani, A. (2011). Tecnologie educative per l’inclusione.
- W3C WAI (Web Accessibility Initiative)

