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“Ci serve un corso online. Ci date una piattaforma, così carichiamo le slide?”

Frasi simili, dette con convinzione da molte aziende, rivelano un equivoco diffuso: pensare che un progetto e-learning sia solo una trasposizione digitale di contenuti esistenti. Ma l’e-learning non è una tecnologia, bensì un processo educativo, trasformativo. E ogni progetto di formazione digitale, se ben fatto, nasce da domande più complessi: perché vogliamo formare? Chi? Su cosa? Qual è il cambiamento atteso?

Un progetto e-learning serio per un’azienda non si improvvisa: si progetta con metodo. E la progettazione didattica si muove tra pedagogia, instructional design e tecnologie. Seppure non siamo davanti a una ricetta rigida, provo comunque a individuare alcune fasi chiave (che spesso vengono saltate):

1. Analisi del contesto e dei bisogni: chi sono i destinatari? Quali competenze vogliamo sviluppare? Qual è il tempo-formazione disponibile? In che tipo di azienda siamo? (Vedi: modello ADDIE, tanto utilizzato, che inizia con la prima fase: “Analysis”)

2. Definizione degli obiettivi formativi: non “conoscere il prodotto”, bensì strutturare obiettivi in modo operativo (e qui ci rifacciamo Bloom o Miller, per citare i principali)

3. Scelta di metodi e strategie didattiche: Microlearning? Moduli narrativi? Scenario-based learning? Il format dipende dal contenuto, ma anche dalla cultura aziendale.

4. Selezione degli strumenti tecnologici: quale LMS e Authoring tool? NB: questa parte voglio approfondirla in un prossimo post, con un possibile benchmark completo

5. Produzione e test dei contenuti: Storyboard, script, prototipi…? Serve un team: instructional designer, sviluppatore, esperto IT. Unitamente ai referenti di area.

6. Erogazione e supporto: far partire un corso non significa soltanto “lanciarlo online”. Serve accompagnare e facilitare i discenti nell’approccio al nuovo corso; ribadire loro il significato, il contesto in cui si inscrive la formazione e sostenerne la motivazione.

7. Valutazione dell’efficacia: si richiamano le dimensioni del monitoraggio e della valutazione. Come misuro il cambiamento? Con quali strumenti, modelli e tempi?

In diversi progetti europei a cui ho collaborato (volti a creare MOOC, dunque sostenitori di una formazione scientifica aperta), si è sempre prevista una fase di analisi dei bisogni, co-progettazione e testing con utenti target/pilota. Anche nel mondo aziendale, questa logica vale ugualmente: un progetto e-learning realizzato per una realtà manifatturiera con cui ho collaborato, ha previsto interviste ai capi reparto e focus group con operatori, prima ancora di scrivere un solo contenuto. Il risultato? Un corso realmente utile, con xero drop-out e maggiore gradimento.

Il vero valore del Digital Learning aziendale non sta nei video, né nei quiz, o in qualsivoglia forma di contenuto in sé. Sta nella coerenza tra bisogni, obiettivi e soluzioni progettate. E questo richiede competenze in primis pedagogiche e, ovviamente, digitali, ma anche ascolto e visione d’insieme.

Nei prossimi post parleremo di strumenti: authoring tools, piattaforme e scelte strategiche. Ma oggi la domanda è:

il tuo progetto formativo digitale parte da qui? Dall’analisi e dal design?

 

A presto!

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